L’Intelligenza Emotiva

Il termine intelligenza emotiva corrisponde alle competenze emotive che un individuo possiede, ossia un peculiare tipo di intelligenza legato all’uso corretto delle emozioni, quindi al modo in cui identifichiamo, comprendiamo, esprimiamo e ascoltiamo, regoliamo e usiamo sia le nostre emozioni sia quelle degli altri.

Nell’accezione di Daniel Goleman, pioniere di questo concetto, essere intelligenti da un punto di vista emotivo significa essere:

  • consapevoli di sé, cioè avere la capacità di riconoscere le proprie emozioni;
  • padroni di sé, saper utilizzare i propri sentimenti per un fine;
  • abili ad individuare la motivazione, il vero e profondo motivo che spinge verso un preciso comportamento;
  • empatici, avere la capacità di comprendere profondamente le emozioni manifestate dagli altri;
  • abili nelle relazioni interpersonali, cioè essere in grado di stare insieme agli altri cercando di comprendere le dinamiche che avvengono tra le persone.

Se vi sembra troppo difficile o credete di non essere dotati in questo senso devo darvi una buona notizia: è una questione di allenamento per cui chiunque, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla nazionalità, può svilupparle e migliorarle.

Secondo la maggior parte degli studi scientifici, più esprimiamo le emozioni più siamo felici. Ma le cose non sono sempre così semplici: alcune ricerche mostrano che in alcune situazioni esprimere le proprie emozioni può essere controproducente. Alcuni esperimenti hanno infatti confermato che l’idea secondo cui l’espressione della propria collera avrebbe un effetto catartico è sbagliata: spesso esplodere di rabbia non fa che prolungare il malessere.

La questione dunque non è sapere se sia o meno necessario esprimere le proprie emozioni, quanto di determinare COME COMUNICARLE IN MODO EFFICACE.

Esprimere le proprie emozioni e capire quelle degli altri non basta: bisogna saperle regolare.

Le persone che non sanno gestire bene le proprie emozioni hanno in media meno amici e relazioni sentimentali di qualità peggiore.  La regolazione emotiva è una competenza cruciale per la vita sociale.

Attraverso questi elementi, l’individuo è in grado di intraprendere relazioni positive con gli altri e di favorire comportamenti socializzanti. Sviluppare competenze emotive significa favorire scambi comunicativi, capacità di problem-solving e stimolare il pensiero costruttivo.

Aristotele (ca. 350 a.C.) l’aveva capito <<Chiunque può arrabbiarsi: è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, e al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque, e non è facile>>.

 

Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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