Come gestire lo stress?

Chi più chi meno, tutti parliamo di stress abbastanza frequentemente, riferendoci (con questo termine) alla condizione di affaticamento mentale e fisico che accompagna le numerose sfide dell’esistenza. Tuttavia siamo abbastanza coscienti del fatto che non tutti rispondiamo allo stesso evento con la medesima quantità di stress.

Quando usiamo la parola stress ci riferiamo prevalentemente alla sua accezione negativa, quella che genera uno stato di insofferenza fisica e mentale, ma in realtà ne esiste anche una forma positiva che in molti casi ha una funzione adattiva e può diventare un fattore motivante, con pressioni favorevoli sulla performance.

Il problema non è la presenza dello stress in quanto tale, ma la sua presenza eccessiva e cronica al di fuori di un contesto di minaccia reale.

Conoscere lo stress e le modalità attraverso cui si manifesta è la strategia più efficace per gestirlo, trasformandolo in Positive stress.

Ma come gestirlo? Vi starete domandando.

Ultimamente si sente molto parlare di Mindfulness… ma cos’è?

La Mindfulness è un modo di essere che implica lo stare costantemente in relazione con se stessi e con il mondo: è una tecnica per la meditazione consapevole, che allena a prestare attenzione, migliora i processi cognitivi, l’attitudine al pensiero critico, la creatività, migliora l’equilibrio emotivo sviluppando maggior autoconsapevolezza e autocontrollo. Contribuisce a uno stato mentale di piena attenzione e consapevolezza dell’esperienza soggettiva, in grado di contrastare le sfide della vita quotidiana.

Questo tipo di sintonizzazione nel momento presente con se stessi e con l’ambiente esterno, come la tradizione insegna e le recenti ricerche scientifiche dimostrano, è frutto di apprendimento che può essere sostenuto da un idoneo insegnamento.

La costruzione di una mente mindful ruota attorno a tre elementi costitutivi: apertura/recettività, auto osservazione e presenza mentale.

L’obiettivo di questa pratica?

Ridurre lo stress e la sofferenza interiore.

Favorire la consapevolezza del «qui e ora», mettendo in secondo piano le riflessioni sul passato o le apprensioni per il futuro, imparando a vivere più profondamente le nostre esperienze presenti.

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